/ricerca/ansait/search.shtml?tag=
Mostra meno

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.

Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy.

Puoi leggere tutti i titoli di ANSA.it
e 10 contenuti ogni 30 giorni
a €16,99/anno

  • Servizio equivalente a quello accessibile prestando il consenso ai cookie di profilazione pubblicitaria e tracciamento
  • Durata annuale (senza rinnovo automatico)
  • Un pop-up ti avvertirà che hai raggiunto i contenuti consentiti in 30 giorni (potrai continuare a vedere tutti i titoli del sito, ma per aprire altri contenuti dovrai attendere il successivo periodo di 30 giorni)
  • Pubblicità presente ma non profilata o gestibile mediante il pannello delle preferenze
  • Iscrizione alle Newsletter tematiche curate dalle redazioni ANSA.


Per accedere senza limiti a tutti i contenuti di ANSA.it

Scegli il piano di abbonamento più adatto alle tue esigenze.

Dopo un infarto o un'infezione, scoperto un potente riparatore del cuore danneggiato

Dopo un infarto o un'infezione, scoperto un potente riparatore del cuore danneggiato

Una ricerca a guida italiana apre la strada a nuove cure

ROMA, 07 maggio 2024, 14:25

Redazione ANSA

ANSACheck

- RIPRODUZIONE RISERVATA

Il segreto per riparare un cuore danneggiato è nei fattori di crescita: E' quanto emerge da una ricerca internazionale a guida italiana. L'Università di Bologna e IRCCS - Policlinico di Sant'Orsola, hanno infatti identificato un fattore di crescita appartenente alla famiglia delle proteine morfogenetiche ossee, denominato BMP7, in grado di spingere la proliferazione e rigenerazione delle cellule muscolari cardiache. La ricerca, pubblicata sulla rivista Cell Reports, apre la strada a nuove potenziali terapie per rigenerare il cuore danneggiato. Il progetto è stato supportato da finanziamenti nazionali e internazionali, inclusi fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
    Danni cardiaci, come quelli causati da un infarto miocardico, infezioni o alcune terapie antitumorali, provocano la perdita significativa di cellule muscolari cardiache, che vengono sostituite dal tessuto cicatriziale fibrotico. A causa della capacità rigenerativa limitata del cuore, questa condizione spesso porta a insufficienza cardiaca. Ma fino al momento della nascita i mammiferi, tra cui l'uomo, sono in grado di rigenerare il cuore, anche in seguito a danni severi. Di qui l'idea d'individuare una strategia che spingesse le cellule muscolari cardiache a riacquisire la capacità.
    "Abbiamo ipotizzato che la perdita della capacità rigenerativa nell'immediato periodo postnatale fosse almeno in parte conseguente ad una diminuita produzione di fattori di crescita", spiega Gabriele Matteo D'Uva, professore al Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell'Università di Bologna che ha coordinato lo studio. Di qui la scoperta del BMP7, un membro della famiglia delle proteine morfogenetiche ossee, in grado di promuovere la proliferazione dei cardiomiociti. Dai primi test sul pesce zebra (modello animale dotato di spontanea capacità nel rigenerare il cuore in seguito a danni) e sui topi "è emerso che il trattamento è in grado di stimolare la proliferazione dei cardiomiociti anche in fase adulta, e ancor più efficacemente in seguito ad infarto miocardico", conclude D'Uva. 
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Da non perdere

Condividi

O utilizza